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Le popolazioni italiche nel Lazio

Arrivando ai periodi storici, tra il X e IX secolo a.C., si suppone che inizi lo stanziamento di popolazioni indoeuropee in questo territorio, in una zona che secondo alcuni studiosi poteva essere già occupata da popolazioni conosciute come Pelasgiche. Sono molte le leggende mediterranee e latine all’interno delle quali si trovano citazioni a riguardo. Scritti come l’Eneide di Virgilio, all’interno della quale appare Camilla, la regina dei Volsci, protetta dalla divinità virginale italico-indoeuropea Diana. Un’altra leggenda narra la fuga di Saturno, il quale era stato esiliato dall’Olimpo secondo il volere di Giove, e approdò nel territorio laziale per insegnare la tecnica agli uomini. Tra le leggende locali si narra che Saturno sia stato il fondatore di sette città i cui nomi iniziano con la lettera “A”. Tra queste troviamo Alatri, Anagni, Arpino ed Atina.

Karthago

Durante il VII secolo a.C. la provincia di Frosinone iniziò ad attrarre l’interesse di Roma, parecchie delle città della provincia venivano infatti definite Latium Adjectum, ossia «Lazio aggiunto». Queste comprendevano il territorio della Valle del Liri. Nonostante questo, passarono circa trecento anni prima che i romani riuscissero a conquistare questi territori. Furono due guerre sannitiche e due guerre sociali che portarono all’aggregazione dei popoli appartenenti alla parte meridionale del Lazio che divennero parte della cittadinanza romana. Da quel momento in poi, la provincia di Frosinone divenne parte dell’impero romano e venne inclusa nella Regio I Latium et Campania.

Medioevo ed età moderna

Una volta caduto l’Impero romano, dopo le variate invasioni delle popolazioni germaniche, la parte nord della provincia divenne proprietà dello Stato Pontificio come Comitatus Campaniae, poi divenuto distretto della più vasta Campagna e Marittima, e successivamente della Delegazione di Frosinone. L’area meridionale divenne proprietà dei domini del Regno di Sicilia come parte di quella che divenne conosciuta come Terra di Lavoro, ma non prima di essere entrata a fae parte del ducato di Benevento e dei possedimenti feudali appartenenti all’Abbazia di Montecassino. A cavallo tra il 1100 e il 1450, la contea di Ceccano riuscì a raggiungere una certa autonomia, così come altri feudi situati all’interno dei confini dello Stato Pontificio, presso i Monti Lepini. I ceccanesi furono protagonisti fondamentali durante le lotte per le investiture svoltesi tra Papato ed Impero. Tra il 1443 e il 1796 venne creato il ducato di Sora, situato nella media valle del Liri. Uno stato feudale appartenente al Regno di Napoli con un’amministrazione particolarmente autonoma che durante un breve periodo raggiunse anche una certa autonomia politica.

La valle del Sacco visse un periodo di isolazionismo durante l’età moderna, data la mancanza di vie di comunicazione e la completa mancanza di strutture moderne a livello territoriale. Solamente dopo la soppressione delle strutture feudali appartenenti al Ducato di Sora e della Terra di San Benedetto, i territori della valle del Liri riuscirono, sotto il regno dei Borbone di Napoli, a iniziare un processo di riforme amministrative e di modernizzazione. Il 14 luglio del 1796, i Borbone imposero la creazione della via consolare Sora-Napoli e la costruzione di un nucleo industriale presso Isola di Sora, in modo da poter produrre armi e lavorare il rame.

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