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Il regno d’Italia e l’istituzione della provincia

Lo stemma: Il leone e le cornucopie

Lo stemma riesce a riprodurre in modo efficace la situazione a livello territoriale e storico di questa provincia. Venne creato nel 1928 raffigurando un leone dorato che impugna un gladio. Ai suoi piedi vengono poste due cornucopie ed il tutto è incorniciato dallo sfondo azzurro. Il leone proviene direttamente dallo stemma appartenente alla città di Frosinone, trattandosi dell’araldo della parte di provincia un tempo dominio dello Stato Pontificio con un legame ai simboli solari, celesti e di fuoco appartenenti alla nobiltà romana. Le cornucopie sono invece delle immagini legate alla tradizione economica, agreste e rappresentano la fecondità, rappresentando la parte meridionale della provincia e legandosi alle figure che definivano lo stemma della Terra di Lavoro e della provincia di Caserta. All’interno del gonfalone, fuori dal campo appartenente allo stemma, è presente una fascia con iscritto il motto ‘ferocior ad bellandum’ (più feroci nel combattere), controvertendo il senso di una celebre citazione di Livio (ab urbe condita, Liber VII) che in riferimento ai volsci diceva: ‘ferocior ad rebellandum quam bellandum gens’ (un popolo più bellicoso nel ribellarsi che nel condurre una guerra).

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Nel corso del 1927, dopo un riordinamento delle circoscrizioni provinciali secondo il regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, emanato del governo fascista, venne creata la provincia di Frosinone.

Questa nuova provincia rappresentava il tentativo di unificare tutta la Valle del Liri all’interno del territorio romano. Vennero intraprese opere di viabilità per avvicinare i territori, appartenenti fino a quel momento alla Terra di Lavoro, alla province di Frosinone. Questo grazie alla costruzione della strada statale 637 tra Frosinone e Gaeta. Prima della creazione della provincia di Latina, l’ubicazione centrale del circondario di Frosinone rispetto alla parte meridionale del Lazio, garantì a Frosinone il titolo di capoluogo di provincia.

Targa storica all’ingresso di Casalattico (Valle di Comino)

Il potenziamento delle sedi e degli uffici venne favorito per incrementare l’influenza e l’importanza della città. Questo venne spinto fino all’estremo e buona parte dei dipendenti pubblici, appartenenti a quella che era un tempo la Terra di Lavoro, vennero trasferiti a Frosinone, garantendo per la prima volta un aspetto cittadino a questa località. Peculiarità che fino a quel momento era stata propria solamente di Alatri e Anagni all’interno del circondario.

Passarono solo pochi mesi e la nuova provincia vide le annessioni dei comuni di Amaseno, Castro dei Volsci e Vallecorsa, che in precedenza erano rimasti sotto la provincia di Roma.

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